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LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DI IDONEITÀ STATICA

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LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DI IDONEITÀ STATICA

LINEE GUIDA

PER LA COMPILAZIONE DELLA

DICHIARAZIONE DI IDONEITÀ STATICA

 

a cura della Commissione Strutture dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento

 

 

Maggio 2012

 

Premessa

Le presenti Linee Guida hanno lo scopo di fornire delle indicazioni operative e di definire dei contenuti minimi per la compilazione della dichiarazione di idoneità statica, documento da intendersi propedeutico al rilascio del certificato di agibilità di un edificio, inteso nella sua organicità strutturale, per il quale non risulti disponibile il certificato di collaudo statico ai sensi della L. 5 novembre 1971 n° 1086 e successive modifiche e integrazioni.

Tali operazioni sono state tradotte, per chiarezza ed uniformità di interpretazione, in un flow chart che individua degli adempimenti e delle verifiche minimi da eseguire per giungere al rilascio del documento, sia in assenza che in presenza di documentazione progettuale relativa alla struttura in esame.

Vengono  definiti,  secondo  le  tipologie  di  edificio  suddivise  per  materiali  costruttivi tradizionali (c.a., acciaio, muratura e legno), gli accertamenti minimi da eseguire ai fini della redazione del documento, volti a dichiarare l’idoneità statica nei riguardi dei soli carichi gravitazionali, demandando  alla  normativa  specifica  le  eventuali  indagini  necessarie propedeutiche agli  interventi  di  adeguamento, miglioramento, riparazione  o  intervento locale nei riguardi dell’azione sismica qualora la stessa normativa ne ravvisi la necessità. Per classi d’uso III e IV, così come definite al Cap. 2.4.2. del D.M. 14 gennaio 2008 (Nuove norme tecniche per le costruzioni), in aggiunta a quanto sopra, dovranno essere determinati, attraverso la compilazione di apposite schede, degli “indicatori di vulnerabilità sismica” che hanno il solo scopo di fornire al committente un’indicazione, di tipo qualitativo e non prescrittivo, al fine di una eventuale programmazione di intervento di adeguamento o miglioramento sismico della struttura. Le schede, riportate nell’allegato 1, dovranno essere compilate secondo quanto riportato nelle note ivi contenute e nel documento prodotto dalla Regione Toscana (RT) “Edifici in muratura in zona sismica rilevamento delle carenze strutturali – 2003” (allegato 2).

 

Acquisizioni preliminari

Il tecnico incaricato della dichiarazione di idoneità dovrà preliminarmente acquisire, qualora disponibile in tutto o in parte, la documentazione progettuale.

In assenza della suddetta documentazione si dovrà effettuare una analisi dell’evoluzione temporale dell’impianto strutturale dell’edificio, eventualmente anche attraverso le testimonianze dirette dei proprietari o degli utilizzatori pregressi, condotta attraverso il confronto con eventuale documentazione storica (archivi comunali, storici, etc.) e indagini visive  volte  ad  escludere  interventi  che  abbiano  palesemente  indebolito  l’impianto strutturale originale (brecce di ampie dimensioni in murature portanti, pilastri in falso, etc.).

 

 

Caratterizzazione dei materiali

Per conseguire un’adeguata conoscenza delle caratteristiche dei materiali e del loro degrado, ci si baserà su documentazione già disponibile, su verifiche visive in situ e su indagini sperimentali. Le indagini dovranno essere motivate, per tipo e quantità, dal loro effettivo uso nelle valutazioni; nel caso di beni culturali e nel recupero di centri storici, dovrà esserne considerato l’impatto in termini di conservazione del bene.

Ove non siano disponibili certificati di prove sui materiali impiegati, ovvero detti certificati siano in numero insufficiente a valutare la resistenza, dovranno eseguirsi indagini complementari in numero adeguato ad ottenere sufficienti indicazioni sulla resistenza del materiale.

Il valore della resistenza così determinata andrà confrontato con la resistenza prevista nella relazione di calcolo, qualora disponibile, o, in base alle norme vigenti all’epoca di realizzazione dell’opera, qualora nota, utilizzando i riferimenti normativi indicati nelle note per la compilazione del flow chart.

 

 

Prove di carico

Le indagini di cui al paragrafo precedente potranno essere integrate, a giudizio del tecnico incaricato, con prove di carico, che dovranno essere eseguite in osservanza a quanto prescritto al cap. 9.2 delle Norme Tecniche per le Costruzioni – DM 14/01/2008 – e relativa circolare esplicativa.

 

leggi l’originale

Come redigere un POS

Postato di su 10:59 in News | 0 commenti

Come redigere un POS

Il POS è il documento in cui sono contenute tutte le misure di prevenzione e protezione da adottare nelle attività di cantiere al fine di salvaguardare la salute e l’incolumità fisica dei lavoratori.
Il Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) prevede l’obbligo del datore di lavoro di un’impresa esecutrice di redigere il POS (Piano Operativo di Sicurezza) con i contenuti minimi previsti all’Allegato XV e l’onere per il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione di verificare l’idoneità di questo documento.
In allegato all’articolo proponiamo uno schema di POS, elaborato dal Comitato Paritetico Territoriale per la sicurezza sul lavoro (CPT) di Firenze.

 

Il documento rappresenta uno strumento versatile a disposizione di tutti gli operatori del settore (imprese, committenti e coordinatori) improntato alla praticità, all’efficacia e alla concretezza.
In esso vengono schematizzate sinteticamente tutte le informazioni e le misure di sicurezza da inserire nel POS.

ll modello contiene le seguenti sezioni:

  • anagrafica dell’impresa (soggetti interessati, interventi formativi ed informativi)
  • dati relativi al cantiere e ai lavori da eseguire
  • soggetti di riferimento per la sicurezza
  • indicazione delle lavorazioni affidate in subappalto
  • elenco delle lavorazioni
  • elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote o altre opere provvisionali, delle macchine o attrezzature che si utilizzeranno in cantiere
  • elenco dei DPI (Dispositivi di protezione individuale) forniti ai lavoratori
  • caratteristiche dell’impianto elettrico
  • elenco delle sostanze e prodotti pericolosi che saranno utilizzati
  • scheda tipo della fase di lavorazione (descrizione, individuazione dei rischi, modalità di gestione della fase lavorativa e misure di prevenzione, D.P.I. necessari)

Obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi

Postato di su 18:52 in News | 0 commenti

Obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi

Il Ministero chiarisce i dubbi interpretativi

La Legge di Stabilità (Legge n. 228/2012) ha prorogato i termini per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per le imprese che occupano fino a 10 lavoratori.
Il Ministero del Lavoro, con la Nota 32/2583 del 31 gennaio 2013, interviene al riguardo, risolvendo tutti i dubbi interpretativi circa la scadenza della proroga del termine contenuta nella Legge 228: il termine ultimo per la redazione del DVR è il 31 maggio 2013!

In particolare, il Ministero chiarisce che con la dicitura “fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale” della Legge 228/2012 non si debba intendere il calcolo di tre mesi esatti dall’entrata in vigore del decreto relativo alle procedure standardizzate (in vigore dal 6 febbraio 2013), ma si deve intendere proprio la fine del mese.

Quindi le piccole aziende hanno ancora tempo per procedere alla redazione del DVR mediante le procedure standardizzate.
Al riguardo, ricordiamo che ACCA ha già sviluppato la soluzione per la redazione del DVR secondo le “Procedure Standardizzate” approvate dal Decreto interministeriale 30 novembre 2012: si tratta di CerTus-PS, il software per rispondere in maniera precisa, semplice e professionale alle nuove disposizioni.

Link: Nota 32/2583 del 31 gennaio 2013
Link: Caratteristiche di CerTus-PS

Obbligo di formazione specifica per alcune attrezzature da lavoro

Postato di su 18:51 in News | 0 commenti

Obbligo di formazione specifica per alcune attrezzature da lavoro

L’art. 73 del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) prevede che l’utilizzo di attrezzature con elevato rischio sia consentito solo a coloro i quali hanno conseguito specifica abilitazione, in precedenza rilasciata dal datore di lavoro.

Dal 12 marzo 2013 entrerà in vigore l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 che individua le attrezzature da lavoro per le quali è richiesta una “formazione specifica” che non è sostitutiva a quella obbligatoria già prevista.

Tra queste attrezzature segnaliamo:

  • piattaforme mobili elevabili
  • gru a torre
  • gru mobile
  • carrelli elevatori
  • trattori agricoli o forestali
  • macchine movimento terra
  • pompa per calcestruzzo

L’Accordo Stato-Regioni del febbraio 2012, che alleghiamo a questo articolo, definisce, inoltre:

  • le modalità per il riconoscimento delle abilitazioni
  • l’individuazione dei soggetti formatori
  • il contenuto dei corsi di formazione
  • la durata dei corsi di formazione

Link: Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012

Versione 2013 del Testo Unico sulla Sicurezza

Postato di su 18:48 in News | 0 commenti

Versione 2013 del Testo Unico sulla Sicurezza

Il testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in vigore dal 15 maggio 2008 (D. Lgs. 81 del 9 aprile 2008), nel corso del tempo ha subito diverse modifiche ed integrazioni.
In allegato a questo articolo proponiamo la versione 2013 con note e commenti, coordinata con le ultime modifiche, e pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Le principali novità del Testo, corredato da allegati e da un’ampia appendice normativa, sono le disposizioni introdotte da:

  • Decreto Interministeriale 30 novembre 2012 (Procedure Standardizzate per la valutazione dei rischi)
  • Legge 24 dicembre 2012 n. 228 (Legge Stabilità 2013)
  • Decreto Interministeriale 11 aprile 2011 (Verifiche periodiche attrezzature di lavoro)

Link: Testo Unico Sicurezza, gennaio 2013